Nel panorama digitale contemporaneo, i discorsi d’odio rappresentano una sfida crescente, mettendo a rischio i diritti fondamentali e minando il dialogo inclusivo. Ma quali strategie possono realmente contrastarlo? Un importante studio pilota, promossa dal Consiglio d’Europa e realizzata dalla Justice for Prosperity Foundation, sta cercando di rispondere a questa domanda, analizzando l’efficacia delle contronarrazioni e narrazioni alternative.
Il progetto, condotto nell’ambito dell’iniziativa congiunta UE-Consiglio d’Europa “Increasing civil society organisations’ knowledge and capacity to counter hate speech online”, mira a esaminare il ruolo delle contronarrazioni e narrazioni alternative nel contrastare i discorsi d’odio. Attraverso un’approfondita analisi delle strategie comunicative adottate dalle organizzazioni della società civile, lo studio vuole individuare le migliori pratiche per promuovere inclusione e diritti umani.
L’indagine si basa sull’osservazione diretta di interventi e metodologie utilizzate nel contesto online, valutandone l’impatto nel lungo periodo. L’obiettivo? Comprendere come le contronarrazioni e narrazioni alternative possano favorire un cambiamento culturale e sociale, trasformando la narrazione dominante e promuovendo un linguaggio basato sul rispetto e l’accettazione.
Tra gennaio e settembre 2024, Agenzia di Promozione Integrata per i cittadini in Europa – APICE ha preso parte attivamente allo studio pilota, mettendo a disposizione l’esperienza del gruppo attivista No Hate Speech Movement Italia. Il contributo del gruppo ha permesso di approfondire l’impatto delle contronarrazioni e narrazioni alternative nel contrasto ai fenomeni d’odio online, dimostrando il valore di un approccio basato su diritti umani e inclusione.
Con la conclusione della ricerca entro la fine dell’anno, i risultati saranno condivisi con la Rete Nazionale per il Contrasto ai Discorsi e ai Fenomeni d’Odio e con tutte le realtà impegnate nella lotta contro l’odio.