An Investigation of Hate Speech in Italian: Use, Identification, and Perception di Cruschina S. e Gianollo C. (eds.) 2024, Helsinki University Press, pagg. 384, open access
CRUSCHINA E GIANOLLO
Silvio Cruschina e Chiara Gianollo sono rispettivamente Professore di Italiano nel Department of Languages all’University of Helsinki e Professoressa Associata di Linguistica presso l’Università di Bologna. Insieme hanno coordinato il progetto “ALIHAS – A linguistic investigation of hate speech” (2020-22), che ha visto la partecipazione di esperti ed esperte provenienti da alcune importanti università europee e americane, e dal quale tra origine questo libro pubblicato a fine 2024 e scaricabile gratuitamente dal sito della Helsinki University Press.
IL FOCUS DEL LIBRO
Focus del libro è l’uso e la percezione di hate speech veicolato sia con forme lessicali (insulti, epiteti, termini dispregiativi) sia in modi meno espliciti e più impercettibili attraverso strategie grammaticali e pragmatiche e dinamiche conversazionali atipiche. Scopo del lavoro è quello di individuare caratteristiche linguistiche comuni a diversi ambiti discorsivi e comunicativi, e suggerire una serie di criteri per meglio distinguere tra hate speech e libertà di espressione.
HATE SPEECH O LINGUAGGIO AGGRESSIVO? IMPLICITO O ESPLICITO?
Una prima importante considerazione nel libro riguarda la distinzione tra hate speech e linguaggio aggressivo generalmente inteso, ovvero linguaggio offensivo e violento non diretto necessariamente a una persona o a un gruppo di persone in ragione di alcune loro caratteristiche protette. Altre considerazioni preliminari riguardano la dipendenza o meno dell’hate speech dal contesto, e la centralità delle sue forme implicite (implicature, presupposizioni), atti linguistici “perlocutivi” non direttamente offensivi ma facilmente interpretabili e capaci di triggerare discriminazioni.
POCHI DATI (MA BUONI)
Diviso in due parti – la prima dedicata all’interazione fra strategie lessicali e contesto, la seconda dedicata all’analisi grammaticale, pragmatica, e argomentativa – il volume presenta alcuni nuovi – seppur limitati – corpora di dati tratti da social media, dibattiti politici, conversazioni, con particolare attenzione, sul piano tematico, a hate speech omolesbotransfobico, xenofobo, e razzista.
NUOVE INTERESSANTI PROSPETTIVE
Particolarmente originali risultano il capitolo, di taglio psicolinguistico, circa l’impatto del bilinguismo sulla percezione del discorso d’odio da parte del parlante, e sulle sue risposte emotive in relazione alla lingua usata – un tema finora decisamente poco trattato dalla letteratura – quelli sulla funzione di alcuni trigger linguistici (connettivi, avverbi, aggettivi di nazionalità, pronomi) nella costruzione dell’othering (noi vs loro) e nell’eccitare hate speech, pronomi personali, e quello sulle dinamiche conversazionali nel dibattito politico online, e sul livello di cooperazione (o non cooperazione) tra interlocutori.