La Corte Costituzionale ha dato il via libera al Referendum sulla cittadinanza, una vittoria storica per tutte le persone che hanno creduto nella possibilità di cambiare una legge ingiusta. Con 637.487 firme raccolte in meno di un mese, questa mobilitazione ha dimostrato quanto sia forte la volontà di superare l’attuale normativa, che esclude dal riconoscimento giuridico centinaia di migliaia di giovani nati e cresciuti in Italia. Sul sito della Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio vi avevamo invitato a firmare per la raccolta firme che aveva l’obiettivo di giungere a questo momento storico.
L’associazione Italiani Senza Cittadinanza, tra la realtà della Rete, è stata tra le promotrici di questa iniziativa referendaria, dopo anni di mobilitazioni e appelli alla politica affinché fosse il Parlamento ad attuare una riforma giusta e inclusiva. Già il nostro comunicato congiunto del 2023 ribadivamo la necessità di un cambiamento urgente per garantire che la cittadinanza rispecchi davvero la società italiana di oggi.
Eppure, ogni tentativo di cambiamento da parte della politica finora è “naufragato” e, questo mese, il 5 febbraio, ricorrono 33 anni dall’approvazione della legge 91/1992, nata già obsoleta.
Stavolta, però, la democrazia è nelle nostre mani: con il referendum abbiamo l’opportunità di decidere direttamente su un tema che riguarda il futuro del nostro Paese.
Ora il nodo cruciale è la data del referendum: siamo in attesa della decisione ufficiale, ma sappiamo che questa consultazione dovrà essere un’opportunità concreta di partecipazione. Per questo, fin da ora, attivisti, associazioni e tutta la società civile devono mobilitarsi per portare al voto il maggior numero possibile di aventi diritto. La nostra priorità sarà diffondere un’informazione chiara, coinvolgere attivamente la società civile e unire tutte le forze disponibili per garantire un’ampia partecipazione al referendum, trasformando questo momento una reale occasione di cambiamento.